Una fotografia in un baule, una bambina che fa domande a sua madre: da quel momento si mette in moto una catena di voci e memorie che attraversa generazioni, continenti e decenni. Così prende avvio un libro in cui Rosi Braidotti – filosofa di fama internazionale, teorica del femminismo, già docente all’Università di Utrecht e voce tra le più originali del pensiero europeo contemporaneo – abbandona per una volta il registro accademico per intraprendere un viaggio personale e familiare. L’autrice ricostruisce la storia dispersa della sua famiglia: da un lato i Braidotti di Latisana, socialisti friulani; dall’altro un ramo segnato dal fascismo. Il libro si muove agilmente tra memoria personale e storia collettiva, indagine storica e riflessione filosofica, ripensando nel contempo i concetti di identità, appartenenza e radici.
Organizzazione
Università di Zurigo, cattedra di letteratura italiana (prof.ssa Tatiana Crivelli) in collaborazione con la Società Dante Alighieri Zurigo.


Il ricordo di un sogno. Una storia di radici e confini